Phishing bancario
37.000 EUR
Totale restituito al cliente
5 settimane
Durata della procedura
Un cliente è riuscito a recuperare 37.000 EUR sottratti mediante un attacco di phishing
Un cliente italiano si è rivolto a Prime - Studio Legale dopo aver perso 37.000 EUR a causa di un sofisticato attacco di phishing bancario. I truffatori avevano creato una pagina di accesso falsa, identica al sito ufficiale della banca, e l'avevano diffusa tramite SMS ed e-mail. La pagina fraudolenta utilizzava un certificato SSL e il logo della banca, risultando estremamente convincente.
La situazione
Il cliente ha ricevuto un'e-mail apparentemente proveniente dalla propria banca, che richiedeva una "verifica di sicurezza" dei dati del conto. L'e-mail imitava perfettamente il formato di comunicazione ufficiale dell'istituto bancario. Pochi minuti dopo aver inserito le credenziali di accesso e il codice di verifica SMS sulla pagina fraudolenta, i truffatori hanno ottenuto l'accesso al conto.
L'importo di 37.000 EUR è stato rapidamente trasferito attraverso diversi conti intermedi. Quando il cliente si è accorto della situazione, i fondi erano già stati distribuiti su diversi conti esteri. La banca, in una prima fase, ha tentato di attribuire la responsabilità al cliente.
La nostra strategia
In casi di questo tipo, il tempo è un fattore cruciale. Il nostro team, immediatamente dopo aver ricevuto la segnalazione, ha inviato una diffida formale alla banca richiedendo il blocco dei trasferimenti. Lo stesso giorno abbiamo sporto denuncia penale presso la Procura della Repubblica e ottenuto il blocco urgente dei conti.
Abbiamo documentato in modo dettagliato le carenze nei protocolli di sicurezza della banca e i suoi obblighi di tutela della clientela. Inoltre, attraverso le reti bancarie internazionali, abbiamo identificato i conti sui quali erano stati trasferiti i fondi e contattato le autorità di regolamentazione bancaria dei Paesi interessati.
Risultato
Dopo sole 5 settimane di intervento urgente, siamo riusciti a restituire al nostro cliente l'intero importo di 37.000 EUR. La maggior parte dei fondi è stata congelata sui conti intermedi e successivamente restituita. La banca ha riconosciuto le carenze nei propri protocolli di sicurezza e ha contribuito attivamente al processo di recupero.
Questo caso dimostra chiaramente quanto un intervento legale tempestivo e un supporto professionale siano determinanti per il recupero dei fondi nei casi di attacchi di phishing.
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